7) Voegelin. Immanentizzazione dell' schaton e totalitarismo.
Voegelin esamina l'impatto sull' ethos di Roma causato
dall'avvento del cristianesimo come fenomeno di de-divinizzazione
della concezione romana del potere; e l'immanentizzazione dell'
schaton avvenuta nei tempi moderni come ri-divinizzazione del
potere stesso.
E. Voegelin, La nuova scienza politica.

 Il cristianesimo aveva lasciato dietro di s il vuoto di una
dedivinizzazione della sfera naturale dell'esistenza politica.
Nella situazione concreta del tardo impero romano e della iniziale
vita politica dell'Occidente, questo vuoto non divenne una grave
causa di difficolt finch il mito dell'impero non fu seriamente
compromesso dal consolidarsi degli stati nazionali e finch la
Chiesa continu ad essere il fattore predominante di civilt
nell'evoluzione della societ occidentale, per cui il
cristianesimo pot di fatto svolgere una funzione di teologia
civile. Ma, non appena fu raggiunto un certo grado di saturazione
della civilt, quando centri di cultura si formarono presso le
corti e nelle citt, quando crebbe il personale laico competente
nelle amministrazioni dei regni e nei governi delle citt, risult
sempre pi evidente che le esigenze di una societ nell'esistenza
storica non potevano pi essere soddisfatte dall'attesa della fine
del mondo. L'emergere dello gnosticismo in coincidenza con questa
fase critica si presenta ora in una nuova luce, come l'incipiente
formazione di una teologia civile occidentale. L'immanentizzazione
dell' eschaton cristiano consent di conferire alla societ nella
sua esistenza naturale un significato che il cristianesimo le
aveva negato. E il totalitarismo del nostro tempo dev'essere
considerato come l'approdo finale della ricerca gnostica di una
teologia civile.
La ricerca gnostica di una teologia civile era tuttavia carica di
pericoli emergenti dal suo carattere ibrido di derivato cristiano.
Il primo di questi pericoli  gi stato esaminato: esso consisteva
nella tendenza, propria dello gnosticismo, non a integrare, ma a
soppiantare la verit dell'anima. I movimenti gnostici non si
contentarono di riempire il vuoto della teologia civile, ma
pretesero di abolire il cristianesimo. Nelle primitive fasi del
movimento, l'attacco era ancora mascherato dalle formule della
spiritualizzazione o della riforma cristiana; nelle fasi
successive, con la pi radicale immanentizzazione dell' eschaton,
esso divenne apertamente anticristiano. Di conseguenza, dovunque
riuscirono a diffondersi, i movimenti gnostici distrussero la
verit dell'anima aperta; una intera area di realt differenziata,
che era stata una conquista della filosofia e del cristianesimo,
and in rovina. Tuttavia bisogna ribadire ancora una volta che
l'affermarsi dello gnosticismo non equivale a un ritorno al
paganesimo. Nelle civilt precristiane la verit che si
differenziava con l'apertura dell'anima era presente nella forma
di compatte esperienze; nelle civilt gnostiche la verit
dell'anima non viene reintegrata nell'antica compattezza
dell'esperienza, ma  repressa. Questa repressione della fonte
dell'ordine nell'anima ha causato le terribili atrocit dei
governi totalitari nei confronti dei singoli esseri umani.
E. Voegelin, La nuova scienza politica, traduzione di R. Pavetto,
Borla, Torino, 1968, pagine 242-243.
